L’8 marzo che non volevamo.

Non volevamo che ci venisse detto di restare in casa.

Che la nostra vita pubblica venisse disincentivata.

Che ci chiudessero in faccia le porte delle scuole e del lavoro.

Ma siamo donne e dall’origine dei tempi la società ci ha imposto queste regole, che sono ancora salde sebbene siano più tacite.

Basta guardare alla comunicazione in questo 8 marzo, data che viene usata spesso strumentalmente per avere facile engagement e consenso con il minimo sforzo creativo e impegno aziendale.

Sarebbe cosa buona e giusta che le cosiddette audience a cui si rivolgono questi brand fossero le prime a insorgere, ma nel frattempo possiamo iniziare a muoverci noi addette del settore.

Hella Network, il collettivo di professioniste della comunicazione che avevo lanciato a ottobre insieme a questo blog e che nel frattempo è diventata una realtà da oltre 500 partecipanti, ha stilato una Guida composta da 10 consigli per scongiurare i classici errori, che vanno dall'(ab)uso del corpo femminile alla perpetuazione degli stereotipi di genere.

Non m’illudo: so che questo non basta. Ma è un inizio. Il nostro inizio.

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