Fottitene dell’algoritmo di Instagram

Fottitene dell’algoritmo di Instagram,

che ci vorrebbe monotematici e monotoni,

per incasellarci dietro un # che guarda caso ha la forma della sbarra.

Fottitene dell’algoritmo di Instagram,

perché la sua intelligenza artificiale

ragiona con stupidi stereotipi

e siamo noi a dovergli insegnare che l’essere umano contiene pluralità.

La sottile linea tra l’usare un social network ed essere usati da un social network

sta tutta lì: nel dire “fottiti” a un tenero cuoricino

e disintossicarsi dai filtri,

gli esaltatori di sapidità delle nostre vite trasformate in prodotti.

Rallegrati di non essere “influencer”, ma nemmeno così influenzato dall’algoritmo

da lasciare a lui la scelta

delle persone di cui circondarti,

dei viaggi da fare,

di cosa indossare

e di cosa parlare.

Godi della libertà di non essere in quella cerchia che brami dall’adolescenza,

i “fighi della scuola”,

perché raramente sono le loro

le Storie più interessanti.

2 pensieri riguardo “Fottitene dell’algoritmo di Instagram

  1. Nel 98 d.C. Tacito scrisse un’opera dedicata al suocero, Gneo Giulio Agricola, che aveva diligentemente servito il tanto odiato Domiziano come governatore della Britannia. Agricola non condivideva nulla della politica di Domiziano, ma svolse il suo compito di governatore in modo onesto e irreprensibile. Tutto questo per dire: è vero che non dobbiamo essere schiavi dell’algoritmo, ma l’algoritmo c’è, e se vogliamo stare su Instagram non possiamo dimenticarlo. Possiamo lavorare bene su Instagram pur senza dimenticare l’algoritmo. E se vogliamo dimenticarlo forse non ci interessa stare su Instagram. Quel che io posto su Instagram lo posto perché voglio che venga visto, perché penso sia un mezzo per comunicare qualcosa a qualcun altro. Quindi no, non me la sento di fottermene dell’algoritmo. Piuttosto, farò in modo di parlare dell’algoritmo, di informare sull’algoritmo in modo che tutti i suoi limiti vengano sviscerati, compresi e chissà, in futuro, cambiati.

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    1. Ciao, grazie per il commento che, anche se può sembrare in contraddizione con quanto ho scritto, condivido. In parte. Sono una social media manager e ovviamente non posso davvero fottermene dell’algoritmo di Instagram, specie per i miei clienti. Ma per l’account personale, dato che non sono influencer e non ambisco a diventare tale, sto cercando di non farmi condizionare troppo il pensiero da “cosa sarebbe più popolare”. Il mio invito è quello di sparigliare un po’ le carte per evitare le estreme semplificazioni delle intelligenze artificiali, che possono portare a discriminazioni. Se, come sta succedendo a me, t’interessa approfondire l’argomento, ti segnalo questi articoli che ho trovato molto interessanti: https://www.ingenium-magazine.it/stereotipi-genere-ai-rischi-futuro/

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