Nel confronto Botteri-Hunziker a vincere è Ricci.

Di tutta la vicenda Giovanna Botteri e Striscia la Notizia, a colpirmi è stata l’immagine in cui la corrispondente dalla Cina viene accostata a quella di Michelle Hunziker, conduttrice e voce narrante del servizio.

Ne capisco il motivo, in fondo è una sintesi e antitesi perfetta: 

  • la prima è vilipesa per la sua presunta sciatteria, la seconda veste Trussardi;
  • le vediamo entrambe in TV, ma la prima nel giornalismo di guerra, la seconda nello scintillante mondo dello spettacolo; 
  • il curriculum della prima vanta il filmato in esclusiva mondiale dei bombardamenti su Baghdad, la seconda “Alex l’Ariete”;
  • la prima sembra “una di noi”, la seconda appare come la donna perfetta, perfino troppo: è in carriera ma al contempo è una super mamma, parla 5 lingue e ha dimostrato più volte di essere tutt’altro che stupida, le è stata dedicata una canzone che dice “Più bella cosa non c’è, di te, grazie d’esistere”… Devo continuare?

Soprattutto, la seconda ha fondato la onlus “Doppia difesa” per le donne vittime di violenza (che può essere di natura fisica, psicologica, economica e verbale); proprio lei si ritrova a fare body shaming e a negarlo?

È una domanda giusta e da fare, ma non dobbiamo fermarci qui.

Mettere due donne a confronto, per giunta in perfetta antitesi, è il principio del “divide et impera”, dividi e comanda, tanto caro alla cultura maschilista.

Metti contro una donna una sua simile-ma-non-troppo, lascia che gli spettatori si azzuffino su ciò che vedono, così chi sta dietro le quinte può continuare ad agire indisturbato.

Possiamo continuare a credere che sia colpa di Michelle Hunziker se è stato possibile mandare in onda un servizio di puro bullismo in uno dei programmi storici della TV italiana.

Possiamo continuare ad additare le veline e accusare loro di accettare l’oggettificazione del corpo femminile.

Oppure possiamo iniziare a chiedere il conto a chi ha davvero potere decisionale e lo esercita a proprio piacimento. A chi ha pensato e scritto quel servizio, per poi usare una voce femminile per giustificare meglio l’offesa – è un po’ come quando una tua amica t’invita a farti bella, no? No.

Antonio Ricci continua a rappresentare una realtà che non coincide più con quella attuale, ma che è schiava di una mentalità retrograda. Certo, è la cultura in cui è nato e cresciuto, ed è difficile liberarsene, soprattutto dopo che per una vita le cose andavano bene così.

Sta a noi far sentire che tutto ciò non ci sta più bene.

Iniziamo a individuare i veri responsabili.

Un pensiero riguardo “Nel confronto Botteri-Hunziker a vincere è Ricci.

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