5 cose che un social media manager paraculo non ti dirà mai – 2020 edition.

Quattro anni fa ho pubblicato su LinkedIn “5 cose che un social media manager paraculo non ti dirà mai”. Mi sono chiesta se nel frattempo ci fossero delle modifiche da fare all’elenco e la risposta che mi sono data è: oooh, sì. Vediamo come lo riscriverei oggi.

  1. Non puoi contare sull’influencer marketing.

In questi anni ho letto svariati report riguardo ai numeri che girano attorno agli influencer: quanti follower hanno, quanto engagement generano i loro contenuti, quanta conversazione si muove attorno a loro. Ma ancora non ho letto nulla sulle conversioni, mi sembra ci sia molta omertà sui risultati di vendita e tutte le varie capsule in collaborazione con influencer che ho visto nascere e andare rapidamente sold out non rispondono a una domanda fondamentale: quante erano le copie disponibili?

Nel dubbio, diffidate da quegli influencer che trattano i prodotti come se fossero in una televendita, e affidatevi a dei bravi content creator che sappiano creare linee editoriali cucite addosso al vostro brand. Nessuno vi può garantire le vendite, ma che almeno ci sia della vera awareness.

2. Nessuno vuole vedere il tuo spot TV su YouTube.

Per “spot TV” intendo quei classici commercial che impiegano 25 dei loro 30 secondi per elencarti una serie di aggettivi che descrivono il prodotto. A nessuno gliene frega, a parte te. Quello che vogliamo da un video su YouTube è che:

  • ci faccia ridere (o apparire divertenti in caso di condivisione);
  • ci informi (o ci faccia apparire informati in caso di condivisione);
  • ci commuova (o ci faccia apparire sensibili/poetici in caso di condivisione);
  • ci dia una scusa per parlare di noi, dei nostri interessi, ricordi, pensieri.

Il resto è solo televendita.

3. Nessuno vuole vedere il tuo evento live su Facebook.

Di cosa si nutrono i social network, a parte del tuo tempo? Della tua FOMO, la Fear Of Missing Out. Quella strisciante ansia che ti viene quando sei sconnesso da troppo e temi di esserti perso la notizia del momento e, conseguentemente, di non essere tra i primi a commentarla. Le dirette di Facebook e Instagram bloccano per almeno mezz’ora il newsfeed: devono davvero valerne la pena. Se non hai un argomento forte o almeno un ospite magnetico, l’effort potrebbe essere maggiore delle views.

4. Nessuno ti segue su tutti i tuoi canali social.

A meno che tu non dia loro un motivo per farlo, variando gli obiettivi e la linea editoriale in base alle specificità del canale. Aumentare la tua presenza social non è detto che porti come conseguenza un maggior numero di follower, ma sicuramente aumenterà le risorse che dovrai impiegare sulla produzione dei contenuti. Un TikTok non è una story di Instagram, per quanto tecnicamente siano entrambi un video.

5. A nessuno interessa quello che dici.

Tutti i brand sono come delle aspiranti Miss Universo: davanti ai microfoni dicono di volere la pace nel mondo. Ma quanti di loro si muovono concretamente per migliorare nel loro piccolo le cose? Il futuro della comunicazione sarà di chi avrà azioni da annunciare, non buone intenzioni da proclamare. Vedi alla voce: greenwashing, pinkwashing.

Hai altri punti da aggiungere all’elenco?

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